Senza Titolo


Lorenzo Cherubini nasce a Roma il 27 Settembre del 1966, potremmo definirlo un rapper o disc jockey ai suoi inizi ma poi nelle sue canzoni dimostra a tutti gli effetti di essere un tipico cantautore italiano, forse il migliore, che attraverso le sue parole sensibilizza il pubblico e lo rende coscienzioso riguardo certi argomenti bollenti dei nostri giorni.

Certo è che oggi, una canzone di Jovanotti, così è il suo nome d'arte, non ti lascia senza emozioni, perché riesce sempre ad entrare nella tua essenza e con ritmi che al di fuori di lui non darebbero spazio ne sarebbero affini all'introspezione di concetti sottili sono di una profondità allarmante.

Vorrei insieme a voi e per voi percorrere la sua carriera, non tanto per conoscere lui come artista che lo faremo naturalmente , ma per conoscere lui come personaggio sociale che muove le menti e fa accadere le cose, dentro e fuori l'Italia, dentro e fuori di noi.

Jovanotti debutta nel 1980 a Cortona, città di origine della sua famiglia, in Toscana, faccendo il DJ di


Radio Foxes. Nel 82 inizia a fare il Dj per svariate discoteche per poi arrivare a uno dei locali più importanti di Roma Il "Veleno" e solo 4 anni dopo il suo debutto fonda Radio Jolly.

Da Roma però non poteva che fare il salto al mondo e nel 87' fa la sua prima apparizione in DEEJAY TELVISION, 21enne, pieno di energia e di vitalità.

Jovanotti inizia così a regalarci la sua magia, a farci partecipe di una storia che ha del vero, storia in cui le sue canzoni hanno certe volte smosso le coscienze e marcato le esperienze di tutti noi.

Ma sapete come è nato il suo nome d'arte?

Lorenzo sceglie inizialmente il nome "Joe Vanotti" il tipografo, brava gente questi tipografi, non si capisce con le lettere, ma tiene a mente che Lorenzo al momento di commissionarli la locandina aveva sottolineato, "CON LA J" e lui ha tenuto conto solo di questo, però s'ingarbuglia con il resto delle lettere e viene fuori "JOVANOTTI".

Dicono sia stato uno sbaglio previdenziale visto che è stato accettato a pieni voti ed è poi diventato il suo marchio, indelebile, inconfondibile direi.

Si effettivamente è così, perché dovunque io fossi nel mondo, tra Europa e Latino america prima o poi avrei sentito quel nome e avrei riconosciuto quella voce che mi avrebbe riportato durante quei 2 minuti di canzone a casa, dove sono cresciuta e non solo. Lui con i suoi testi ed i suoi ritmi ha ancora il potere di riportarmi nel momento esatto della mia vita in cui quella canzone aveva un senso, marcava una storia.

Era l'estate del 1990, ancora non capivo molto l'Italiano, e i miei avevano deciso di mandarmi al centro ricreativo del paese dove all'epoca vivevamo. Gli organizzatori, mi ricordo, a tutto volume mettono questa canzone, giusto per tranquillizzare le mamme nel sapere che ci si divertiva li, peccato che io l'unica cosa che riuscissi a capire era "Ciao Mamma" così i ragazzi mi aiutarono, io mi trascrissi la canzone e da allora ogni tanto mi sovviene alla mente e la canticchio.


Che bello è, quando c'è tanta gente e la musica, la musica ci fa star bene è una libidine è una rivoluzione quando ci si può parlare, con una canzone che bello è, quando lo stadio è pieno e la musica, la musica riempie il cielo è una libidine è una rivoluzione è una libidine è una rivoluzione CIAO MAMMA GUARDA COME MI DIVERTO CIAO MAMMA GUARDA COME MI DIVERTO CIAO MAMMA GUARDA COME MI DIVERTO CIAO MAMMA GUARDA COME MI DIVERTO ALEE OOH - ALEE OOH ALEE OOH - ALEE OOH e quando tramonterà, il sole sopra la città un'anima sola, un corpo unico è una libidine è una rivoluzione è una libidine è una rivoluzione CIAO MAMMA GUARDA COME MI DIVERTO CIAO MAMMA GUARDA COME MI DIVERTO CIAO MAMMA GUARDA COME MI DIVERTO CIAO MAMMA GUARDA COME MI DIVERTO ALEE OOH - ALEE OOH ALEE OOH - ALEE OOH (finale coro) Che bello è, quando c'è tanta gente e la musica, la musica ci fa star bene che bello è quando lo stadio è pieno e la musica, la musica riempie il cielo è una libidine è una rivoluzione è una libidine è una rivoluzione CIAO MAMMA GUARDA COME MI DIVERTO CIAO MAMMA GUARDA COME MI DIVERTO...

Arriva il 91 e guardo la 2 stagione della serie "Classe di Ferro" ,

molto simpatica all'epoca, mi ricordo che con mio fratello anche da grandi quando passavano le repliche le guardavamo ricordando vecchi tempi. Questa serie raccontava le vicende di un gruppo di ragazzi di tutta Italia, arrivati in una caserma del nord-est per fare il servizio militare che all'epoca era obbligatorio.


Ecco solo facendo ricerche per svolgere questa attività ho capito che era Jovanotti ad aver scritto la canzone della sigla, che io la sapevo pure a memoria, ma non ci ero mica arrivata... poi però quando l'ho risentita ora per condividerla con voi ecco che la voce era inconfondibile, come non mi sono accorta prima??

Comunque si dice in giro che sia frutto

della sua esperienza personale, e che l'ha scritta per avere 15 giorni di permesso...troppo forte! ecco cosa è venuto fuori... detto da lui però è la peggiore che abbia scritto. Probabilmente perché il suo obbiettivo non era condividere il suo pensiero con il mondo ma andare a casa per due settimane. Ad ogni modo anche questa canzone è rimasta nei ricordi degli Italiani. Lo si capisce dai commenti, da chi se la ricorda ancora...


C'è una produzione, chiedo scusa se mi permetto di sbattezzarla canzone, che mi ha colpito parecchio. Se la ascoltate tutta non solo sembrano tre in una ma si vede la giocosità che lo contraddistingue, che lo rende unico e insostituibile. Questa canzone è stata dedicata a Vasco Rossi, suo idolo, grande Vasco! già parleremo anche di lui e come protagonista femminile la figlia di Adriano Celentano., "Rosita"

I grandi si mescolano, si conoscono e si riconoscono!

Arriva il 92' in Italia viviamo un lutto, nazionale, il giudice "FALCONE" viene ucciso dalla mafia, solo dalla mafia? bene non starò qui a far leva sui i miei ideali, lotte di credenze più o meno condivisa da tutti i giovani che sono stati testimoni di una sensazione unanime che si mescolava tra la paura dell'impotenza e la forza di chi lotta per un'Italia più vera, trafisse tutti noi e Jovanotti tradusse questo sentimento con queste parole...

Migliaia di ragazzi in piazza a Palermo un saluto alla bara del giudice Falcone, hanno bisogno di una risposta. Hanno bisogno di protezione. I ragazzi son stanchi dei boss a potere; i ragazzi non possono stare a vedere, la terra sulla quale crescerà il loro frutto bruciato ed ad ogni loro ideale distrutto. I ragazzi denunciano chiunque acconsenta col proprio silenzio un'azione violenta. I ragazzi son stanchi e sono nervosi, in nome di Dio a fanculo i mafiosi. I ragazzi denunciano chi guida lo stato per non essersi mai abbastanza impegnato, a creare una via per chi vuole operare, senza esser costretto per forza a rubare, per creare una via per gli uomini onesti, per dare ai bambini valori robusti che non crollino appena si arriva ai 18, accorgendosi che questo mondo è corrotto. I ragazzi non credono alcuna parola di quello che oggi c'insegna la scuola. I ragazzi diffidano di ogni proposta non stanno cercando nessuna risposta, ma fatti, giustizia, rigore morale da parte di chi calza questo stivale. I ragazzi hanno il tempo che gli tiene in ostaggio, ma da oggi hanno deciso di farsi coraggio, cultura di pace, coraggio di guerra, il coraggio di vivere su questa terra e di vincere qui questa nostra battaglia,