Gli Alpini: identità militare, mito civile e simbolo persistente dell’Italia contemporanea
- Il ValRadicante Il giornale italiano online

- 11 feb
- Tempo di lettura: 3 min
Nel panorama delle istituzioni italiane, il Corpo degli Alpini occupa una posizione singolare e per molti versi paradigmatica. Nato come specialità militare destinata alla difesa dei confini montani del giovane Stato unitario, esso ha progressivamente oltrepassato la propria funzione originaria, trasformandosi in un potente simbolo identitario, capace di coniugare memoria storica, ethos comunitario e presenza attiva nella società civile contemporanea.
Origini storiche e funzione strategica
Il Corpo degli Alpini viene istituito nel 1872, in un contesto storico segnato dall’urgenza di consolidare l’unità nazionale e di garantire la sicurezza dei confini settentrionali. La scelta di reclutare soldati provenienti dalle regioni alpine non risponde soltanto a criteri logistici, ma introduce un principio innovativo: l’idea che la difesa del territorio passi attraverso la conoscenza profonda dello spazio fisico e umano in cui essa si esercita. La montagna non è solo un teatro operativo, ma un ambiente formativo, capace di forgiare caratteri e comportamenti.
Già in questa fase iniziale si delinea una cifra distintiva degli Alpini: il legame organico tra comunità locali, esercito e Stato, destinato a incidere profondamente sull’immaginario collettivo italiano.
La guerra come esperienza fondativa
La Prima guerra mondiale rappresenta il momento fondativo del mito alpino. Il combattimento in alta quota, lungo un fronte verticale e disumano, trasforma la guerra in un’esperienza estrema, dove la sopravvivenza dipende tanto dalla solidarietà tra commilitoni quanto dalla capacità di resistere a condizioni ambientali ostili. Le battaglie dell’Ortigara, dell’Adamello e del Pasubio non sono soltanto episodi militari, ma eventi simbolici che inscrivono gli Alpini in una narrazione di sacrificio collettivo e resistenza morale.
La Seconda guerra mondiale, e in particolare la tragica campagna di Russia, consolida ulteriormente questa dimensione simbolica. La ritirata dal Don e la battaglia di Nikolajewka divengono emblemi di una sconfitta vissuta come prova di dignità e coesione, contribuendo a fissare l’immagine dell’Alpino come figura resiliente, capace di mantenere un codice etico anche nel collasso delle strutture politiche e militari.
Un ethos condiviso
Ciò che distingue gli Alpini da altri corpi militari è la persistenza di un ethos riconoscibile, fondato su valori quali la lealtà, il senso del dovere, la sobrietà e l’aiuto reciproco. Il celebre cappello con la penna nera non è un semplice elemento di uniforme, ma un segno identitario che richiama appartenenza, continuità e memoria. In esso si condensa una visione del servizio militare non come esercizio di forza, ma come forma di responsabilità collettiva.
Questo sistema valoriale sopravvive alla fine delle grandi guerre e si proietta nel secondo dopoguerra, contribuendo alla reintegrazione simbolica delle forze armate all’interno di una Repubblica fondata sul ripudio della guerra.
Gli Alpini nell’Italia contemporanea
Nell’attualità, il significato degli Alpini si è progressivamente spostato dal piano strettamente militare a quello civile e sociale. Attraverso l’Associazione Nazionale Alpini, il corpo è diventato un protagonista indiscusso delle attività di volontariato e di Protezione Civile, intervenendo in occasione di terremoti, alluvioni e calamità naturali. In questi contesti, la figura dell’Alpino incarna una presenza rassicurante, operosa e priva di retorica.
Le Adunate nazionali, che ogni anno mobilitano centinaia di migliaia di persone, svolgono una funzione che va oltre la commemorazione: esse rappresentano veri e propri riti civili, nei quali si rinnova un patto simbolico tra memoria storica e presente, tra individui e comunità.

Un simbolo che attraversa il tempo
In un’epoca caratterizzata da crisi di identità, frammentazione sociale e disaffezione verso le istituzioni, gli Alpini continuano a godere di una legittimazione diffusa e trasversale. Essi incarnano un’idea di Italia fondata non sull’enfasi nazionalistica, ma sulla responsabilità, sulla solidarietà e sulla memoria condivisa.
Più che un corpo militare, gli Alpini sono oggi un simbolo culturale vivente, capace di tenere insieme passato e presente, guerra e pace, disciplina e umanità. La loro persistenza nell’immaginario nazionale testimonia il bisogno, ancora attuale, di figure collettive che sappiano rappresentare un’etica del servizio in un mondo in costante trasformazione.



Commenti