Etna, l’attività delle ultime 24 ore: cenere, tremori e un vulcano sotto osservazione
- Il ValRadicante Il giornale italiano online

- 29 dic 2025
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Nelle ultime ventiquattro ore il Monte Etna è tornato a far sentire con forza la propria presenza, offrendo nuovi segnali di un’attività vulcanica in costante evoluzione.
Dalle aree sommitali si sono susseguite esplosioni stromboliane accompagnate da emissioni di cenere, mentre i sistemi di monitoraggio hanno registrato un aumento del tremore vulcanico, indicatore di una maggiore mobilità dei gas e del magma all’interno dell’edificio vulcanico.
L’attività, concentrata soprattutto nella zona dei crateri sommitali, non ha assunto al momento caratteristiche tali da far temere scenari di emergenza, ma ha comunque richiesto un innalzamento del livello di attenzione. Le autorità scientifiche e la Protezione Civile continuano a seguire l’evoluzione del fenomeno in tempo reale, ribadendo l’importanza di una vigilanza costante su uno dei vulcani più attivi d’Europa.
Le emissioni di cenere, seppur di entità contenuta, hanno interessato alcune aree della Sicilia orientale, provocando disagi limitati alla viabilità e alle attività quotidiane. Particolare attenzione è stata rivolta al traffico aereo, con l’adozione di misure precauzionali per garantire la sicurezza dei voli in prossimità dell’aeroporto di Catania. Si tratta di interventi ormai consolidati, frutto di una lunga esperienza maturata nella gestione del rischio vulcanico etneo.

Ma l’Etna non è solo un sorvegliato speciale dal punto di vista scientifico. Ogni sua ripresa di attività riporta al centro il rapporto profondo e spesso ambivalente tra il vulcano e le comunità che vivono alle sue pendici. Le immagini delle colate incandescenti che illuminano il cielo invernale, in contrasto con la neve sulle quote più alte, hanno rapidamente fatto il giro dei media, alimentando un racconto che mescola timore, meraviglia e rispetto.
In queste ore, l’Etna si conferma un protagonista assoluto del paesaggio siciliano, capace di ricordare la forza della natura e la fragilità delle infrastrutture umane, ma anche la capacità di adattamento di un territorio che convive da secoli con il vulcano. L’assenza di criticità gravi non riduce la necessità di attenzione, perché l’Etna è un sistema complesso, in cui anche variazioni apparentemente modeste possono evolvere rapidamente.
Le prossime ore saranno decisive per comprendere se l’attività resterà su livelli contenuti o se si assisterà a una nuova intensificazione. Nel frattempo, il vulcano continua a parlare attraverso cenere, tremori e bagliori notturni, ricordando a tutti che, nel cuore del Mediterraneo, la terra è ancora viva.



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