Sicilia, il mare come un muro: la furia dello Ionio mette in ginocchio la costa orientale
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- 1 giorno fa
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La Sicilia orientale ha vissuto una giornata che resterà impressa nella memoria collettiva come una delle più drammatiche degli ultimi decenni. Il Mar Ionio, sospinto da un violento ciclone mediterraneo, si è trasformato in una forza incontrollabile, con onde alte fino a dieci metri che hanno colpito le coste con un’intensità paragonata, nei racconti e nelle immagini, a quella di uno tsunami.
Da Messina a Taormina, passando per il Catanese e il Siracusano, il mare ha superato argini, invaso lungomari e travolto infrastrutture costiere. Strade sommerse, auto danneggiate, stabilimenti balneari distrutti: la linea di confine tra terra e acqua è scomparsa sotto l’assalto delle onde. Il vento, con raffiche violentissime, ha contribuito a rendere la situazione ancora più pericolosa, trasformando la costa ionica in un fronte di tempesta permanente per ore.
Le autorità locali hanno disposto chiusure di scuole, divieti di accesso alle zone costiere ed evacuazioni preventive nei punti più esposti. La Protezione Civile ha lavorato senza sosta per monitorare la situazione, mentre numerosi comuni hanno dichiarato lo stato di massima allerta. Scene di amministratori e cittadini sorpresi dall’arrivo improvviso delle onde hanno fatto il giro del mondo, diventando il simbolo visivo di una giornata fuori scala.
Gli esperti chiariscono che non si è trattato di un vero tsunami di origine sismica, ma di una mareggiata eccezionale, generata dalla combinazione di bassa pressione, venti persistenti e un mare già carico di energia.

Un fenomeno meteorologico estremo, ma sempre più frequente in un Mediterraneo che mostra segni evidenti di instabilità climatica.
Il bilancio, fortunatamente, non registra vittime confermate, ma i danni materiali sono ingenti e la conta è solo all’inizio. Interi tratti di costa dovranno essere messi in sicurezza, mentre famiglie e attività economiche affrontano le conseguenze di una tempesta che ha messo a nudo la fragilità del territorio.
La Sicilia, ancora una volta, si scopre in prima linea davanti a eventi climatici sempre più violenti. E lo Ionio, oggi, fa davvero paura.



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