Matera: stratificazione storica, paesaggio culturale e riscatto simbolico di una città millenaria
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Matera rappresenta uno dei casi più emblematici di continuità insediativa nel bacino mediterraneo e, al contempo, uno degli esempi più significativi di risemantizzazione del patrimonio culturale nel contesto contemporaneo. Situata nell’attuale regione della Basilicata, la città è universalmente nota per i Sassi, antichi quartieri rupestri scavati nella roccia calcarenitica, che costituiscono un unicum urbanistico e antropologico a livello mondiale. La parabola storica di Matera — da simbolo di arretratezza e marginalità a modello di valorizzazione culturale — offre uno spaccato privilegiato per comprendere le dinamiche di relazione fra territorio, memoria e identità.
Origini antiche e continuità insediativa
Le origini di Matera affondano in una preistoria remota. Le evidenze archeologiche attestano una frequentazione del territorio fin dal Paleolitico, favorita dalla presenza di grotte naturali, risorse idriche e una morfologia del suolo particolarmente adatta all’insediamento umano. Nel corso dei millenni, tali cavità furono progressivamente adattate e ampliate, trasformandosi in abitazioni stabili e dando vita a un tessuto urbano organico, cresciuto per sovrapposizioni successive piuttosto che per pianificazione formale.
Durante l’età classica e medievale, Matera attraversò diverse dominazioni — greca, romana, longobarda, normanna e sveva — ciascuna delle quali lasciò tracce visibili nell’assetto urbano, nell’architettura religiosa e nelle strutture difensive. Questa stratificazione storica ha contribuito a definire l’identità complessa della città, sospesa fra Oriente e Occidente, fra mondo rurale e cultura urbana.
I Sassi di Matera : architettura vernacolare e adattamento ambientale
I Sassi di Matera, suddivisi nei rioni Sasso Caveoso e Sasso Barisano, rappresentano un esempio straordinario di architettura vernacolare perfettamente integrata con l’ambiente naturale. Le abitazioni rupestri, spesso organizzate su più livelli e collegate da un intricato sistema di scale, vicinati e cortili comuni, riflettono una concezione collettiva dello spazio abitato.
Di particolare rilievo è il sistema di gestione delle acque, basato su cisterne, canalizzazioni e raccolta delle acque piovane, che testimonia un avanzato sapere tecnico sviluppatosi in condizioni di scarsità. In tal senso, i Sassi non possono essere letti unicamente come espressione di povertà materiale, ma piuttosto come risultato di un equilibrio sofisticato fra uomo e ambiente, oggi oggetto di rinnovato interesse anche in chiave ecologica.
Marginalità e stigmatizzazione nel Novecento
Nel corso del XX secolo, Matera divenne simbolo della “questione meridionale”. Le condizioni di vita nei Sassi — caratterizzate da sovraffollamento, promiscuità con gli animali e carenze igienico-sanitarie — furono denunciate da intellettuali e politici, fra cui Carlo Levi, che definì la città una “vergogna nazionale”. Nel 1952, lo Stato italiano avviò lo sfollamento forzato dei Sassi e il trasferimento della popolazione in nuovi quartieri periferici.
Questo intervento, sebbene motivato da esigenze sanitarie, comportò una profonda frattura sociale e culturale, interrompendo secolari forme di vita comunitaria e contribuendo a una temporanea perdita di identità urbana.
Riscoperta, tutela e riconoscimento internazionale
A partire dagli anni Settanta, si avviò un progressivo processo di rivalutazione dei Sassi, culminato nel riconoscimento come Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1993. Tale passaggio segnò una svolta decisiva, trasformando Matera in un laboratorio di recupero urbano e di politiche culturali innovative.
Il conferimento del titolo di Capitale Europea della Cultura nel 2019 ha ulteriormente consolidato il ruolo di Matera come polo culturale internazionale, capace di coniugare memoria storica, produzione artistica e sviluppo sostenibile. La città è divenuta così un modello di rigenerazione basata sulla cultura, pur non esente da criticità legate al turismo di massa e alla gentrificazione.

Matera incarna una tensione feconda fra passato e presente, fra conservazione e trasformazione. La sua storia dimostra come i luoghi non siano entità statiche, ma costruzioni simboliche in continua evoluzione. Da spazio marginalizzato a centro di riflessione globale sul patrimonio, Matera si offre oggi come paradigma di riscatto culturale, invitando a ripensare il valore della memoria come risorsa per il futuro.



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