Cingoli, il "Balcone delle Marche”, conquista il titolo di Borgo dei Borghi 2026
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Il 2026 ha riservato un posto speciale alle Marche. Tra le vette che guardano l’Adriatico e le valli che si snodano verso l’Appennino, c’è un luogo che quest’anno ha catturato l’attenzione nazionale: Cingoli.
L’investitura di Cingoli come Borgo dei Borghi 2026 è giunta al termine di una competizione nazionale promossa dalla trasmissione di RAI 3 Il Kilimangiaro. Il riconoscimento è stato ufficializzato nella serata della domenica di Pasqua 2026, durante la trasmissione Il borgo dei borghi, in cui ognuna delle regioni d’Italia partecipava con un borgo candidato al titolo, a conclusione di un processo di selezione che ha visto il comune marchigiano primeggiare sugli altri diciannove candidati.
La vittoria è stata determinata dalla combinazione del voto popolare espresso via web e del giudizio di una giuria di tre esperti composta da un’archeologa, un regista ed esploratore e uno storico dell’arte e divulgatore, che hanno valutato criteri rigorosi quali la conservazione del patrimonio architettonico, l’integrità del paesaggio circostante e la qualità dell’accoglienza turistica. Questo titolo ha sancito l'efficacia delle politiche di recupero urbano attuate a Cingoli negli ultimi anni, che hanno permesso di mantenerne inalterato l'aspetto medievale e rinascimentale, pur adeguandolo alle moderne esigenze di sostenibilità.

Una lunga storia e un connubio con la natura circostante
L’insediamento di Cingoli affonda le sue radici nella preistoria, ma è con la civiltà dei Piceni, tra il IX e il III secolo a.C., che il territorio assume una fisionomia strutturata. Con la romanizzazione, l’abitato assunse il nome di Cingulum. Nei secoli successivi, durante il Medioevo, Cingoli si costituì come libero Comune, vivendo una fase di espansione urbanistica che ha definito l’attuale assetto del centro storico, caratterizzato da una maglia di vicoli stretti e palazzi nobiliari in pietra calcarea bianca e rosata provenienti dalle cave locali. Gli edifici antichi e la quasi totale assenza di traffico producono nel visitatore che passeggia per la cittadina la sensazione di trovarsi fuori dal tempo.

Ma non si può capire Cingoli se non si conosce anche il suo territorio e, sopratutto, il paesaggio magnifico che si può godere dal suo belvedere. Situato sulla sommità del Monte Circe, a circa 630 metri di altitudine, infatti, il borgo si è guadagnato da secoli l’appellativo di "Balcone delle Marche".
Dalle sue mura castellane, lo sguardo non incontra ostacoli. Nelle giornate più limpide, la vista spazia dalle vette innevate del Gran Sasso e della Maiella fino alle coste della Croazia, al di là dell’Adriatico, attraversando l’intera scacchiera di colline marchigiane che degradano dolcemente verso il mare: un mosaico di boschi di querce, uliveti secolari e campi di girasole che cambiano colore a seconda della stagione.
Il territorio cingolano è un paradiso per chi cerca il contatto con la natura selvaggia. La Macchia delle Tassinete, un’area floristica protetta situata a pochi chilometri dal centro, ospita una rara colonia di tassi (Taxus baccata) e offre sentieri perfetti per il trekking, la mountain bike e l'equitazione. Qui l'aria è purissima, e il silenzio è interrotto solo dal fruscio delle foglie e dal canto degli uccelli rapaci.

Lo specchio color smeraldo: il Lago di Cingoli
Scendendo dal centro abitato verso la valle del fiume Musone, il paesaggio cambia volto e regala una sorpresa inaspettata: il Lago di Cingoli (noto anche come Lago di Castreccioni). Si tratta del più grande bacino artificiale dell’Italia centrale, ma la sua perfetta integrazione con l’ambiente circostante lo fa apparire come un gioiello naturale incastonato tra le colline.
Le sue acque color smeraldo riflettono il profilo dei monti circostanti, creando un’atmosfera di pace assoluta. Il lago non è solo un’importante riserva idrica, ma una destinazione turistica d'eccellenza per sport acquatici come canoa, kayak e pedalò. Lungo le sue sponde, poi, si può praticare il birdwatching, poiché sono diventate un rifugio per numerose specie di uccelli migratori. Non si possono nemmeno tralasciare i vari punti ristoro, dove è possibile gustare i sapori tradizionali della cucina marchigiana, dai salumi tipici come il ciauscolo ai piatti a base di cinghiale e funghi porcini.
I tesori architettonici e artistici
Cingoli ha da offrire anche interessanti siti di interesse culturale. Il suo patrimonio storico-artistico comprende la Collegiata di Sant’Esuperanzio, situata appena fuori dalle mura cittadine. L’edificio, risalente al XIII secolo, è un magnifico esempio di architettura di transizione tra il romanico e il gotico. La facciata presenta un portale in pietra del 1295, sormontato da un rosone finemente lavorato, mentre l'interno a navata unica conserva affreschi di notevole valore databili tra il XIV e il XVI secolo, tra cui opere attribuite ad Antonio da Fabriano.
La Chiesa di San Filippo, nel centro dell’abitato, mostra una sovrapposizione di stili, dal romanico dell’esterno al barocco dell’interno rinnovato nel XVII secolo, che stupisce per le ricche decorazioni in stucchi e affreschi delle absidi e del soffitto.
Affacciato sulla piazza centrale, c’è inoltre il Palazzo Municipale, che ospita la Pinacoteca Civica. Qui si trova la tela della Madonna del Rosario, dipinta da Lorenzo Lotto nel 1539. L'opera è una delle composizioni più imponenti e complesse ed è considerata uno dei capolavori del maestro veneziano, che operò per lungo tempo nelle Marche. Ciò che rende questo quadro unico sono i quindici medaglioni che sovrastano la scena principale, raffiguranti i Misteri del Rosario. Ogni medaglione è un piccolo mondo a sé, dipinto con una sensibilità psicologica che anticipa i tempi moderni. Questo dipinto non è solo un oggetto d'arte sacra, ma costituisce un documento storico fondamentale per comprendere i rapporti tra la committenza locale e i grandi artisti del Rinascimento italiano, consolidando il ruolo di Cingoli come centro culturale di rilevanza nazionale ben oltre i confini regionali.
Borgo dei borghi 2026 - Cingoli un luogo autentico
Chi apprezza i luoghi autentici, lontani dal trambusto e dalla fretta che caratterizza i turisti impegnati a visitare quanti più siti possibile in poco tempo, chi ama rilassarsi ammirando un paesaggio che si estende a paesi lontani, odorando i profumi di un bosco, ascoltando i suoni dei propri passi sul selciato, assaporando gusti antichi legati alla storia millenaria di un territorio, ammirando edifici storici carichi di arte e di spiritualità, sicuramente a Cingoli troverà molto da apprezzare e di cui godere.



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