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Il referendum istituzionale del 2 giugno 1946

La rifondazione democratica dello Stato italiano


Un passaggio epocale nella storia nazionale

Il referendum istituzionale del 2 giugno 1946 rappresenta uno spartiacque fondamentale nella storia politica e civile dell’Italia contemporanea. Per la prima volta dall’Unità nazionale, il popolo italiano fu chiamato a pronunciarsi direttamente sulla forma dello Stato, scegliendo tra monarchia e repubblica. L’esito del voto segnò non soltanto la fine della dinastia sabauda, ma soprattutto l’avvio di un processo di rifondazione istituzionale che avrebbe condotto alla nascita dell’Italia repubblicana.

L’importanza storica dell’evento risiede nel suo valore costituente: il referendum non fu un semplice strumento di consultazione, bensì un atto di legittimazione democratica dopo il trauma della dittatura fascista e della Seconda guerra mondiale.


Il contesto storico-politico: dalla crisi dello Stato liberale alla caduta del f

ascismo

La consultazione del 1946 maturò all’interno di un contesto segnato da profonde fratture. La monarchia, compromessa dalla collaborazione con il regime fascista e dall’incapacità di opporsi alla sua deriva autoritaria, aveva progressivamente perso credibilità agli occhi di ampi settori della popolazione. La caduta di Mussolini nel 1943 e l’armistizio dell’8 settembre accentuarono la crisi di legittimità dello Stato monarchico.

Nel biennio 1943-1945, l’Italia visse una fase di transizione drammatica, caratterizzata dall’occupazione tedesca, dalla guerra civile e dalla Resistenza. In questo scenario, la questione istituzionale divenne inseparabile dalla necessità di costruire un nuovo ordine politico fondato su principi democratici.


Il voto e la partecipazione popolare

Il 2 giugno 1946 segnò un momento di straordinaria partecipazione collettiva. Per la prima volta nella storia del Paese, anche le donne esercitarono il diritto di voto, ampliando in modo decisivo la base democratica dello Stato. L’affluenza alle urne fu elevatissima, segno di una diffusa consapevolezza del valore storico della scelta.

Il risultato vide la vittoria della Repubblica con circa il 54% dei voti, mentre la Monarchia ottenne il 46%. Sebbene il divario non fosse schiacciante e il voto rivelasse una netta frattura territoriale tra Nord e Sud, l’esito venne riconosciuto come espressione della sovranità popolare.


La fine della monarchia e l’esilio dei Savoia

A seguito del risultato referendario, il re Umberto II lasciò il Paese pochi giorni dopo la proclamazione ufficiale dei risultati. Con il suo esilio si chiuse definitivamente la stagione monarchica iniziata con il Risorgimento. La rottura non fu solo istituzionale, ma simbolica: l’Italia voltava pagina rispetto a un passato percepito come corresponsabile della crisi dello Stato e della perdita delle libertà fondamentali.

La transizione avvenne senza violenze, conferendo al passaggio repubblicano un carattere di relativa stabilità in un’Europa ancora segnata dai conflitti.


Il referendum e l’avvio del processo costituente

Contestualmente al referendum, i cittadini elessero l’Assemblea Costituente, incaricata di redigere la nuova Carta fondamentale. Questo elemento rafforza il valore strutturale del 2 giugno 1946: non si trattò soltanto di scegliere tra due forme di Stato, ma di porre le basi giuridiche e morali di una nuova comunità politica.

La Costituzione, entrata in vigore il 1° gennaio 1948, incorporò i principi emersi dalla Resistenza e dalla volontà popolare: centralità della persona, sovranità del popolo, tutela dei diritti fondamentali, equilibrio tra i poteri.


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Significato storico e memoria civile

Il referendum istituzionale del 1946 costituisce uno dei momenti più alti della storia civile italiana. Esso rappresenta il passaggio dalla sudditanza politica alla cittadinanza democratica, dalla legittimazione dinastica alla sovranità popolare. La celebrazione del 2 giugno come Festa della Repubblica non è soltanto commemorativa, ma richiama ogni anno il valore fondativo della scelta compiuta dagli italiani in un momento di profonda ricostruzione morale e materiale.

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